Il Circolo delle Quinte e la Scala Maggiore

Impara a costruire il Circolo delle Quinte e le note della Scala Maggiore in tutte le tonalità.

Il Circolo delle Quinte e la Scala Maggiore 🎵 Lezioni di Armonia Musicale

Il primo obiettivo che ci dobbiamo prefiggere nello studio dell’armonia consiste nella conoscenza approfondita della scala maggiore.

Nella didattica pianistica tradizionale lo studio della maggiore e di tutti gli “oggetti musicali” (scale, accordi, intervalli), viene trattato prevalentemente dal punto di vista della tecnica prestando particolare attenzione alla diteggiatura e agli aspetti timbrici.

Il musicista che vuole comprendere le relazioni armoniche e applicarle dal punto di vista creativo, ha la necessità di sviluppare una rapida visualizzazione degli oggetti musicali, primo fra tutti la scala maggiore.

In questa lezione impariamo, attraverso il circolo delle quinte, un metodo efficace per assimilare e memorizzare le note della scala maggiore in tutte le tonalità.

Tono e Semitono

Prima di trattare la costruzione del circolo delle quinte dobbiamo conoscere alcuni concetti di base.

Il primo riguarda la distinzione tra gli intervalli di tono e di semitono.

L’intervallo misura la distanza tra due note.

L’intervallo di semitono corrisponde alla distanza più piccola che possiamo realizzare nel nostro sistema musicale e corrisponde sulla tastiera alla distanza che intercorre tra un tasto e quello successivo o precedente, siano essi neri o bianchi.

Semitono

Un intervallo potrà essere quindi discendente o ascendente.

Il tono corrisponde alla somma di due semitoni.

Tono

Scala Maggiore

La sequenza di toni e semitoni necessaria per costruire la scala maggiore è la seguente:

Tono – Tono – Semitono – Tono – Tono – Tono – Semitono

Se applichiamo questa successione di intervalli a partire da ognuna delle 12 note possiamo costruire tutte le scale maggiori.

Questo metodo di costruzione della scala maggiore non è quello che ti consiglio di utilizzare per sviluppare una velocità di pensiero nella visualizzazione della scala.

Il motivo per cui ho trattato il concetto di tono e semitono all’inizio di questa lezione è dato dalla necessità di comprendere l’intervallo di quinta giusta, utile per la costruzione del circolo delle quinte.

Intervallo di Quinta Giusta

Gli intervalli vengono definiti con un numero e una qualità. Se vuoi approfondire lo studio degli intervalli ti consiglio di seguire la lezione appositamente dedicata a questo link: https://pianoforteweb.it/intervalli-lezione-di-teoria-musicale/

Per semplificare la costruzione dell’intervallo di quinta giusta, se ancora non conosci gli intervalli, contiamo la distanza di semitoni a partire dalla nota di partenza.

Una quinta giusta è formata da 7 semitoni.

Se ad esempio voglio visualizzare la distanza di quinta giusta a partire dalla nota Do, dovrò contare 7 semitoni (7 tasti) successivi alla nota di partenza.

In questa caso le due note che formano l’intervallo di quinta giusta sono Do e Sol.

Circolo delle Quinte

Il circolo delle quinte consiste nella disposizione dei 12 suoni per intervallo di quinta giusta. Ogni nota indicata corrisponde alla quinta giusta della nota precedente.

Il nome “circolo” deriva dalla raffigurazione grafica a forma di cerchio con la quale viene comunemente rappresentato. Questo termine sottolinea anche la ciclicità di questo tipo di intervallo.

Infatti, una volta giunti alla nota Fa, l’ultima della sequenza, ci ricongiungiamo con la nota Do che si trova ad una quinta giusta di distanza da Fa.

il circolo delle quinte, se letto in senso antiorario, corrisponde ad una sequenza di intervalli di quarta giusta.

Il rivolto di un intervallo di quinta giusta è infatti una quarta giusta.

Ti consiglio di memorizzare al meglio la sequenza di note disposte per quinta e per quarta.

Numero di Suoni Vs. Numero di Tonalità

Fino a questo momento ho parlato di 12 suoni ai quali corrispondono altrettante tonalità.

Per ragioni enarmoniche, ossia per la regola che assegna nomi diversi agli stessi suoni, dobbiamo considerare 15 tonalità.

La classificazione delle tonalità viene fatta in base alla tipologia di alterazioni contenute all’interno di esse.

La tonalità di Do maggiore non contiene alterazioni (sulla tastiera del pianoforte è quella che si trova su tutti i tasti bianchi).

Oltre a questa abbiamo 7 tonalità che contengono da 1 a 7 diesis e 7 tonalità che contengono da 1 a 7 bemolle.

Le tre coppie di tonalità enarmoniche sono quelle che si trovano nella parte bassa del circolo e sono le seguenti:

SI/DOb – FA#/SOLb – DO#/REb

Per le nostre finalità prettamente pratiche, selezioniamo solo una delle tonalità di ogni coppia in modo da concentrarsi per il momento solo su 12 tonalità.

Classificazione di 12 Tonalità

Riduciamo il numero di tonalità da 15 a 12 mantenendo la classificazioni dei 2 gruppi di alterazioni.

La tonalità di Do maggiore, che come abbiamo appena visto non ha alterazioni, verrà collocata nel gruppo dei diesis in modo da rendere simmetrica la suddivisione dei due gruppi.

Le tonalità contenute nel gruppo dei diesis disposte per intervallo di quinta sono le seguenti:

DO – SOL – RE – LA – MI – SI

Le altre 6 tonalità appartengono al gruppo dei bemolle. In questo caso la visualizzazione dell’elenco delle tonalità procede per intervallo di quarta:

FA – SIb – MIb – LAb – REb – SOLb

Numero di Alterazioni

Dopo aver suddiviso le tonalità nei 2 gruppi dobbiamo conoscere quante alterazioni contiene ogni tonalità.

Il numero di alterazioni è progressivo e va da 0 a 5 alterazioni per il gruppo dei diesis e da 1 a 6 alterazioni per il gruppo dei bemolle.

Quali alterazioni per ogni tonalità?

A questo punto dobbiamo rispondere all’ultima domanda: quali sono le alterazioni contenute in ogni tonalità?

Anche in questo caso è il circolo delle quinte a venirci in aiuto. Le note alterate da inserire su ogni singola tonalità seguono le due sequenze di intervalli disposte sul circolo: quinta giusta e quarta giusta.

Le alterazioni da collocare sulle tonalità del gruppo dei diesis sono quelle che vanno da Fa a La seguendo il circolo in senso orario.

Le alterazioni per il gruppo dei bemolli sono quelle che vanno da Sib a Dob seguendo il circolo delle quinte in senso antiorario (intervallo di quarta giusta).

Attenzione: l’inserimento di un’alterazione su una tonalità sta a significare la nota alterata rimane valida anche per le tonalità successive.

Ad esempio se la tonalità di SOL ha 1 alterazione (FA#) e la tonalità di RE ha 2 alterazioni, queste due alterazioni saranno FA#, ossia l’alterazione contenuta nella tonalità precedente, e DO# ossia l’alterazione inserita sulla tonalità di RE. La tonalità di LA con 3 alterazioni avrà quindi le 2 alterazioni contenute nella tonalità di RE (FA#, DO#) con l’aggiunta dell’alterazione di LA ossia SOL#.

2 Trucchi per Visualizzare velocemente le alterazioni da inserire

Per visualizzare in modo rapido le alterazioni contenute in ogni tonalità possiamo utilizzare due trucchetti che possono velocizzare la visualizzazione almeno in una fase iniziale.

Ti ricordo che il nostro obiettivo è quello di memorizzare in modo rapido i nomi delle note (con le alterazioni corrette) di ogni scala maggiore: qualsiasi metodo e percorso mentale che nel tuo caso velocizzerà questo processo sarà il migliore per te.

Per le tonalità appartenenti al gruppo dei diesis visualizziamo la nota che si trova un semitono sotto alla nota che da il nome alla scala.

Ad esempio se voglio scoprire qual’è l’alterazione da inserire nella scala di Sol Maggiore mi basterà scendere di un semitono dalla nota Sol e ricavare quindi la nota Fa#: quella sarà l’alterazione corretta.

Nelle tonalità appartenenti al gruppo dei bemolle, visualizziamo il nome della nota che si trova successivamente sul ciclo di quarta.

Ad esempio se voglio individuare l’alterazione da inserire nella tonalità di FA mi basterà di vedere la tonalità successiva ossia SIb: quella sarà l’alterazione da inserire sulla scala maggiore di FA.

Consigli finali

Nella visualizzazione delle scale maggiori ricordati 2 aspetti fondamentali che possono evitarti di incorrere in errori:

  • ogni scala può contenere solo diesis o solo bemolle: non è possibile avere la compresenza dei 2 segni di alterazione in un’unica scala maggiore
  • i 7 nomi delle note devono essere tutti presenti nella scala e non è possibile avere lo stesso nome ripetuto due volte

In una prossima lezione affronteremo la visualizzazione della scala maggiore e gli esercizi che ti permetteranno di memorizzarla velocemente.

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