Come imparare a suonare il pianoforte da adulti – Lezione 3
Obiettivi contro Metodi: l’importanza del processo
Saper organizzare un programma di studio in modo efficace fa una differenza enorme nel percorso di apprendimento. Spesso si tende a concentrarsi solo sulla meta da raggiungere, ma l’aspetto più importante è la strada e i mezzi utilizzati per compiere il viaggio. Mentre gli obiettivi servono a dare una direzione, sono i metodi e il processo quotidiano a determinare i veri progressi e a offrire la maggiore gratificazione. Nella musica, lo sviluppo delle capacità matura in tempi spesso inaspettati; per questo è fondamentale godersi la pratica ogni giorno con serenità , senza farsi schiacciare dal peso di aspettative rigide che potrebbero generare frustrazione.
I tre pilastri per un programma personalizzato
Per costruire un percorso su misura, è necessario analizzare tre punti fondamentali:
- Tempo a disposizione: La quantità di tempo che oggettivamente si può dedicare allo strumento.
- Livello di partenza: La definizione delle proprie conoscenze attuali, che può richiedere il confronto con un esperto se non si parte da zero.
- Interessi musicali: La scelta consapevole di cosa si desidera realmente suonare.
La gestione strategica del tempo
Un programma dilatato nel tempo è più proficuo per la memoria a lungo termine: è preferibile studiare un’ora al giorno per dieci giorni piuttosto che dieci ore in una sola giornata. Il cervello, infatti, continua a elaborare le informazioni anche quando non si è fisicamente sullo strumento. Più che il tempo totale, conta la frequenza delle ripetizioni e la creazione di abitudini quotidiane. Per mantenere alta la concentrazione, è consigliabile suddividere la sessione di studio in intervalli brevi (ad esempio blocchi da 15 minuti) alternando diversi argomenti.
Valutazione del livello e aree di competenza
Chi inizia da zero segue solitamente una traccia comune, mentre chi ha già esperienza deve valutare le proprie lacune in diverse aree. Un musicista di estrazione classica, ad esempio, potrebbe avere ottime basi di lettura ma essere a “livello zero” nell’armonia moderna o nell’uso degli accordi. Le principali aree su cui lavorare includono lo sviluppo dell’orecchio, la lettura (tradizionale e a sigle), la tecnica, la visualizzazione delle scale sullo strumento, l’improvvisazione e la conoscenza degli stili.
Scegliere il proprio mondo musicale
La didattica cambia sensibilmente in base al genere musicale scelto:
- Musica Classica: Si focalizza sull’interpretazione di un repertorio interamente scritto su doppio pentagramma.
- Musica Pop: È orientata principalmente all’accompagnamento delle canzoni, dove la melodia è affidata alla voce.
- Musica Jazz: Richiede grande versatilità , l’uso di “lead sheet” (melodia e sigle) e la capacità di creare arrangiamenti e improvvisazioni estemporanee.Â
È possibile studiare più generi contemporaneamente, purché questa scelta sia riflessa in modo coerente nel piano di studio.
L’efficacia della pianificazione scritta
Un programma deve essere scritto (digitale o cartaceo) per essere davvero rispettato. Esso attraversa tre fasi: la pianificazione (cosa fare), l’esecuzione (annotazione dei dettagli durante la pratica) e il monitoraggio per valutare l’efficacia a medio termine. Un segreto psicologico importante è creare un programma “rispettabile” e non troppo ottimista: è meglio pianificare 40 minuti di attività se si ha un’ora a disposizione, così da completare il compito senza stress e con un senso di successo.
Il Diario del Musicista
Per supportare gli studenti, viene utilizzato uno strumento specifico suddiviso in tre schede:
- Piano mensile: Per definire i giorni di studio e le ore totali, monitorando la frequenza.
- Piano settimanale: Per elencare le aree di interesse, i materiali e i corsi da seguire.
- Programma giornaliero: Il livello più dettagliato, dove si annotano esercizi specifici, tonalità , velocità del metronomo (BPM) e durata di ogni singola attività .
La sfida ottimale: impegnativo ma possibile
Il cervello trae il massimo piacere e motivazione dalle sfide che si collocano al limite esatto delle proprie competenze attuali. Se il compito è troppo difficile genera ansia, se è troppo facile annoia. All’inizio è bene che le attività siano semplici per garantire una gratificazione immediata, ma in generale il materiale scelto deve essere sempre impegnativo, ma possibile.
