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116. Sessione di Tutoraggio – Live del 26/06/2024

Sessione di Tutoraggio 26/06/2024

Difficoltà nella lettura delle note a prima vista

Domanda: Cosa fare quando non si riconosce subito una nota e ci si ferma per decodificarla? Bisogna ricominciare da capo o continuare?

Risposta: È importante distinguere tra due livelli di lettura musicale:

Livello 1: Saper leggere la musica

Questo livello riguarda la conoscenza dei simboli della notazione musicale e la capacità di decodificarli con il tempo necessario. Vi spiego cosa intendo per “saper leggere la musica”:

  • Conoscenza dei simboli: Conoscere le chiavi (ad esempio, la chiave di violino), le note sul pentagramma, le durate delle note e degli altri simboli musicali.
  • Decodifica: Essere in grado di prendere uno spartito e, con il tempo necessario, decodificarlo e suonarlo. Ad esempio, se vi do uno spartito e vi chiedo di studiarlo a casa, dopo un certo periodo di tempo riuscirete a suonarlo.

Saper leggere la musica significa avere queste conoscenze di base che vi permettono di affrontare uno spartito con calma. Non è una capacità scontata e richiede un po’ di tempo e pratica per svilupparsi.

Livello 2: Lettura a prima vista

Questo livello è più avanzato e riguarda la capacità di suonare correttamente un brano mai visto prima al primo tentativo. Vi spiego meglio cosa intendo:

  • Prendere uno spartito nuovo: Senza aver mai visto o sentito il brano prima, dovete essere in grado di suonarlo correttamente solo leggendo lo spartito.
  • Non guardare i tasti: Dovete poter leggere lo spartito e suonare contemporaneamente senza guardare i tasti dello strumento.
  • A tempo: Suonare il brano mantenendo il tempo corretto.

Questa capacità richiede molto allenamento e non è realistica per i principianti. Invece, si sviluppa nel tempo con pratica costante.

Come affrontare la difficoltà di riconoscere una nota

Quando vi trovate di fronte a una nota che non riconoscete subito e vi fermate per decodificarla, ecco cosa vi consiglio:

  1. Non ricominciare da capo ogni volta: Se vi fermate a decodificare una nota, cercate di proseguire dal punto in cui vi siete fermati. Ricominciare da capo può diventare frustrante e non vi aiuta a migliorare.
  2. Identificate le note problematiche: Segnate le note e i passaggi che vi causano più difficoltà e concentratevi su di esse durante le vostre sessioni di pratica.
  3. Pratica regolare: Dedicate del tempo ogni giorno alla lettura a prima vista, iniziando con brani semplici e aumentando gradualmente la difficoltà.

Ricordate che la lettura a prima vista è una competenza che si allena costantemente. Anche i musicisti professionisti lavorano continuamente su questa capacità.

Strategie di Studio

Domanda : Qual è il principio generale per migliorare le strategie di studio della musica?

Risposta di Francesco:

Il principio generale per migliorare le strategie di studio della musica è abbassare la difficoltà al nostro livello attuale. Questo concetto non è una mia invenzione, ma deriva dall’esperienza personale e dall’osservazione di metodologie di insegnamento consolidate. Ecco come applicarlo in dettaglio:

  1. Semplificazione del materiale di studio:
    • Per affrontare un nuovo brano, è utile suddividere il materiale in segmenti gestibili. Questo permette di focalizzarsi su una sezione alla volta, riducendo la complessità e facilitando l’apprendimento progressivo.
  2. Suonare a mani separate:
    • Il primo passo intuitivo è suonare a mani separate. Iniziare con una mano e poi passare all’altra aiuta a concentrarsi su una parte del brano alla volta.
    • Scelta della mano con cui iniziare:
      • Non è necessario iniziare sempre con la mano destra. È preferibile iniziare con la mano che risulta più articolata, cioè quella che ha una parte più complessa nello spartito. Questo si può individuare a colpo d’occhio.
      • Se non c’è una differenza evidente tra le mani, suggerisco di iniziare con la chiave di basso. Questo perché spesso abbiamo meno familiarità con la chiave di basso rispetto a quella di violino. Nel nostro percorso di apprendimento, soprattutto se abbiamo studiato musica a scuola o suonato il pianoforte per conto nostro, tendiamo a dedicare più tempo alla chiave di violino.
  3. Familiarizzazione con la chiave di basso:
    • Iniziare con la chiave di basso aiuta a bilanciare la capacità di lettura tra le due chiavi. Questo è importante perché la chiave di basso è spesso meno praticata, e aumentare la familiarità con essa migliora la competenza complessiva nella lettura musicale.
  4. Focus sui parametri fondamentali:
    • Durante la lettura, è cruciale concentrarsi su due parametri principali: l’altezza delle note (cioè i nomi delle note e la loro posizione sullo spartito) e il ritmo.
    • Priorità agli elementi di base:
      • Inizialmente, è possibile trascurare altri simboli musicali come dinamiche e articolazioni. Questo permette di concentrarsi sugli elementi di base senza sovraccaricarsi di informazioni.

Quando si legge la musica, è fondamentale concentrarsi su due parametri principali: l’altezza delle note e il ritmo. Questi elementi costituiscono la base della lettura musicale e, se padroneggiati correttamente, facilitano l’esecuzione del brano. Ecco come gestire questi parametri in dettaglio:

  1. Altezza delle note:
    • Identificazione delle note:
      • L’altezza delle note si riferisce alla posizione delle note sul pentagramma, che determina quale nota deve essere suonata. È essenziale riconoscere immediatamente le note e sapere dove si trovano sullo strumento.
    • Associazione nota-strumento:
      • Dopo aver identificato una nota sullo spartito, è importante sapere esattamente dove si trova sullo strumento. Questo può richiedere pratica e familiarizzazione, soprattutto per chiave di basso, come accennato prima.
    • Esercizi di lettura a prima vista:
      • Fare esercizi di lettura a prima vista può migliorare la capacità di riconoscere rapidamente le note e suonarle senza esitazione. Questo rafforza la memoria visiva e la coordinazione mano-occhio.
  2. Ritmo:
    • Comprensione dei valori delle note:
      • Il ritmo implica la durata delle note e delle pause. Ogni nota ha un valore specifico (intero, metà, quarto, ottavo, ecc.) che determina quanto a lungo deve essere suonata.
    • Suddivisione del ritmo:
      • Inizialmente, è possibile rinunciare al ritmo corretto per concentrarsi sull’altezza delle note. Questo approccio controintuitivo consente di evitare la frustrazione e gli errori ripetuti.
    • Esercizi di ritmo:
      • Separare la pratica del ritmo dalla pratica delle note può essere utile. Fare esercizi di ritmo senza lo strumento, come battere le mani o usare un metronomo, aiuta a interiorizzare i valori di durata e la pulsazione del brano.
  3. Strategie per evitare errori:
    • Rinuncia iniziale al ritmo:
      • Quando si inizia a studiare un nuovo brano, si può decidere di rinunciare temporaneamente al ritmo corretto. Questo significa suonare le note senza seguire la pulsazione, prendendosi tutto il tempo necessario per trovare e suonare ogni nota correttamente.
    • Correttezza delle note:
      • L’obiettivo è suonare ogni nota correttamente fin dal primo tentativo. Anche se si suona fuori tempo, è fondamentale che l’intonazione e la posizione delle note siano precise. Questo aiuta a creare una memoria musicale accurata.
    • Evitare la ripetizione degli errori:
      • Ripetere gli errori può portare alla loro memorizzazione. Pertanto, è importante affrontare subito gli errori e correggerli senza tornare indietro continuamente. Suonare lentamente e con attenzione può prevenire la formazione di abitudini errate.
  4. Applicazione pratica:
    • Lettura a mani separate:
      • Come menzionato in precedenza, suonare a mani separate può facilitare la gestione dei due parametri. Concentrarsi prima su una mano permette di dividere il carico cognitivo e affrontare una cosa alla volta.
    • Progressione graduale:
      • Una volta che si ha familiarità con le note e il ritmo separatamente, si può iniziare a combinare i due elementi. Iniziare lentamente e aumentare gradualmente la velocità aiuta a mantenere l’accuratezza.
    • Uso del metronomo:
      • Dopo aver raggiunto un certo livello di comfort con le note e il ritmo, l’uso del metronomo può aiutare a mantenere una pulsazione costante. Questo strumento è utile per sviluppare il senso del tempo e la precisione ritmica.

Memorizzazione

La memoria uditiva è fondamentale nel processo di apprendimento musicale. Non si tratta solamente di ricordare visivamente uno spartito, ma di interiorizzare la musica attraverso l’orecchio. Questo significa che mentre leggiamo uno spartito o ascoltiamo una registrazione, il nostro obiettivo è non solo di ripetere meccanicamente le note, ma di comprendere e memorizzare la melodia.

La capacità di riprodurre una melodia a memoria, senza dover fare riferimento allo spartito, deriva dall’allenamento della memoria uditiva. Questo tipo di memoria ci permette di ricordare non solo le note, ma anche l’espressione musicale, il ritmo e le dinamiche di un brano. È un processo che può essere allenato e perfezionato nel tempo.

Per esempio, nelle canzoni popolari o negli standard jazz, che spesso sono composizioni brevi, la memoria uditiva consente di imparare rapidamente numerosi brani. Questo perché siamo in grado di riconoscere e ricordare le melodie distintive senza dover fare affidamento costante sullo spartito.

Quindi, quando parliamo di imparare “a orecchio”, intendiamo sviluppare la capacità di cantare o suonare un brano senza bisogno di vedere le note scritte. Questo non solo facilita l’apprendimento e l’esecuzione dei brani, ma contribuisce anche alla nostra comprensione della musica nel suo insieme. 

Ripetizione

La ripetizione è un elemento chiave nella pratica musicale e nella memorizzazione di un brano. Quando affrontiamo un nuovo pezzo musicale, il primo passo è leggere e comprendere le note e le loro relazioni sulla partitura. Dopo questa fase iniziale, iniziamo il processo di ripetizione.

Inizialmente, ripetiamo lentamente e senza un tempo specifico, concentrandoci sul movimento preciso delle dita e sulle posizioni delle note sullo strumento. Questo ci permette di stabilire una connessione muscolare e mentale con il brano, contribuendo alla memorizzazione delle sequenze e delle transizioni tra le note.

La ripetizione continuata serve a consolidare questo processo. Ripetiamo il brano molte volte, aumentando gradualmente la velocità e il ritmo, fino a raggiungere una esecuzione fluida e sicura. 

Diteggiatura

All’inizio, avere una diteggiatura pronta può essere utile, ma è importante imparare a trovare la propria diteggiatura. Questo processo aiuta a sviluppare una memoria motoria. Quando impariamo un brano, sviluppiamo un automatismo che ci permette di suonare a memoria, consentendoci di concentrarci su altri parametri musicali.

Imparare a memoria vs. leggere lo spartito

Molti studenti spesso si domandano se sia sbagliato suonare a memoria e abbandonare la lettura dello spartito. Dobbiamo considerare che la memorizzazione di un brano che ci permette di non dipendere più dallo spartito, è l’obiettivo ultimo nel processo di apprendimento del repertorio. La lettura è un mezzo per imparare a memoria. Diventa necessario saper leggere quando non conosciamo, o non conosciamo ancora bene, il brano che vogliamo suonare.

Qual è una delle migliori strategie per memorizzare efficacemente un brano?

Una delle strategie più efficaci che consiglio è quella di suonare un frammento del brano, ad esempio le prime quattro battute. Leggo queste battute mentre le suono contemporaneamente, poi chiudo lo spartito e verifico quanto ho memorizzato. Ripeto questo processo più volte. Questo metodo non solo aiuta a memorizzare le note e le sequenze musicali, ma sviluppa anche la capacità di ricordare l’intero brano nel contesto delle sue parti.

Come possiamo memorizzare efficacemente brani come gli standard jazz o le canzoni pop che utilizzano il formato lead sheet con accordi sopra?

Quando affrontiamo brani come gli standard jazz o le canzoni pop in formato lead sheet, è importante concentrarsi innanzitutto sulla memorizzazione degli accordi. Consiglio di fare uno studio separato degli accordi, esercitandosi su di essi e facendo analisi armoniche. Questo aiuta a comprendere la struttura delle 32 battute, che non sono semplici mattoncini disposti casualmente ma hanno una logica interna.

Per facilitare la memorizzazione, è utile suddividere le 32 battute in blocchi più piccoli, come ad esempio le sequenze 2-5-1, che diventano delle unità coese. Un’altra strategia è dividere la forma in sezioni come A-A-B-A o A-B-A-C, riducendo così il complesso delle 32 battute in segmenti più gestibili di 8 battute ciascuno. Questi approcci aiutano a strutturare il brano nella mente e facilitano la memorizzazione.

Per quanto riguarda gli accordi, è fondamentale sviluppare l’orecchio musicale. Un esercizio efficace è cantare la linea di basso degli accordi. Ad esempio, se stiamo imparando gli accordi di un brano possiamo cantare le note fondamentali degli accordi. Questo non solo aiuta nella memorizzazione degli accordi stessi ma sviluppa anche una comprensione più profonda della struttura armonica del brano.

Cantare queste note ci permette di creare una melodia di basso che, anche se suonata fuori tempo, aiuta a verificare la correttezza delle note e a interiorizzare meglio le relazioni tra gli accordi. Questo approccio non solo lavora sulla memoria musicale ma anche sull’allenamento dell’orecchio, fondamentale per una esecuzione musicale consapevole e precisa.